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Ecco qui uno più grande del profeta Giona

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Vogliamo iniziare questo articolo con una menzione biblica molto importante, posta in Ebrei 12:25

25 Fate attenzione a non negarvi ad ascoltare Colui che parla. Poiché, se il popolo di Israele non è scampato quando si è negato ad ascoltare Mosè, il messaggero terreno, certamente nemmeno noi scamperemo se rifiutiamo Colui che ci parla dal cielo!

La persona che ammonisce dal cielo (la mente) è Cristo. È già presente in mezzo a noi, è una donna ed il suo nome è Lisbet: la sposa dell’onnisciente Dio Melquisedec.

Lei sta insegnando che la mente gioca un ruolo preponderante nei risultati che incidono nell’ambito degli esseri umani: detto in una maniera concatenata, un pensiero si converte in un atto ed un atto arriva ad essere un’abitudine. Ecco l’importanza di rinnovare la mente per vedere una vera trasformazione, non solo nell’individuo, ma in tutto ciò che lo circonda.

Romani 12:2

2 Non imitate le condotte nè i costumi di questo mondo: è meglio che lasciate che Dio vi trasformi in persone nuove al cambiarvi la maniera di pensare. Allora imparerete a conoscere la volontà di Dio per voi, la quale è buona, gradevole e perfetta.

Nel suo tema: AVVERTIMENTO ALLE NAZIONI, Cristo Lisbet fa un serio avvertimento nel quale sottolinea le conseguenze che incidono nell’ambito degli esseri umani a causa della corruzione mentale che sperimenta la loro mente. È per questo che osserviamo un parallelo dinamico con il profeta Giona, Nìnive e con osservazioni fatte dal Cristo nel secolo I perché, inevitabilmente, questa corruzione si vede riflessa nell’essere umano e in tutto ciò che lo circonda.

Leggiamo:

Giona 3:1-10

1 Il Signore parlò per la seconda volta a Giona: 2 «Alzati e vai alla gran città di Ninive e consegna il messaggio che ti ho dato ».

3 Questa volta Giona obbedì al comando del Signore ed andò a Ninive, una città tanto grande che necessitavano tre giorni per percorrela tutta.

4 Il giorno che Giona entrò nella città, proclamò alla moltitudine: «In quaranta giorni Ninive sarà distrutta».

5 Allora la gente de Ninive credette al messaggio di Dio e, dal più importante fino al meno importante, dichiararono digiuno e si vestirono di tela ruvida in segno di rimorso.

6 Quando il re di Ninive udì ciò che Giona diceva, scese dal suo trono e si tolse gli abiti regali. Si vestì di tela ruvida e si sedette su un mucchio di ceneri.

7 Allora il re ed i suoi nobili inviarono il seguente decreto a tutta la città: «Nessuno può mangiare nè bere niente, nemmeno gli animali delle mandrie o dei greggi.

8 Tanto il popolo come gli animali devono vestirsi a lutto ed ogni persona deve pregare intensamente Dio, appartarsi dai suoi cattivi cammini ed abbandonare tutta la sua violenza.

9 Chissà! Può ancora essere che Dio cambi parere, contenga la sua ira feroce e non ci distrugga».

10 Quando Dio vide ciò che avevano fatto e come avevano abbandonato i loro cattivi cammini, cambiò parere e non portò a termine la distruzione con la quale li aveva minacciati.

Deve richiamare l’attenzione la menzione che si fa nel verso 3:

3 Questa volta Giona obbedì all’incarico del Signore ed andò a Ninive, una città tanto grande che necessitavano tre giorni per percorrerla tutta.

I tre giorni indicati nel testo ci portano a stabilire la similitudine con i tre anni nei quali si trova Cristo Lisbet svolgendo il lavoro di ammonire il mondo, avvisandolo dell’ira futura. Dobbiamo anche dirigere la nostra attenzione al verso 10:

10 Quando Dio vide ciò che avevano fatto e come avevano abbandonato i loro cattivi cammini, cambió parere e non portò a termine la distruzione con la quale li aveva minacciati.

È una chiara prova che l’udire chi ammonisce e avverte da parte di Dio è l’unico meccanismo che funziona!

Adesso vediamo:

Matteo 12:38-41

38 Un giorno, alcuni maestri della legge religiosa ed alcuni farisei si sono avvicinati a Gesù e gli hanno detto:

—Maestro, vogliamo che ci mostri qualche segno miracoloso per provare la tua autorità.

39 Gesù rispose loro:

—Solo una generazione maligna ed adultera può pretendere un segno miracoloso, ma l’unico che vi darò sarà il segno del profeta Giona.

40 Così come Giona è stato nel ventre del gran pesce per tre giorni e tre notti, il Figlio dell’Uomo starà nel cuore della terra per tre giorni e tre notti.

41 Il giorno del giudizio gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perchè loro si sono pentiti dei loro peccati all’ascoltare la predicazione di Giona. Adesso c’è qui uno superiore a Giona, ma voi vi negate a pentirvi.

È molto chiaro che il Cristo del secolo I non si stava riferendo alla scena fiabesca e bugiarda che hanno creato successivamente i religiosi per far credere al mondo che il Cristo palestinese sia stato sepolto e che, dopo tre giorni, si è rialzato in una maniera mistica: la reale e vera menzione, della quale tratta il testo, è per questi tempi nei quali la stessa Cristo Lisbet ha annunciato la sua permanenza per tre anni nel cuore della terra insieme ai suoi santi angeli. Durante questo periodo di tempo, Lei sta svolgendo un lavoro molto simile a quello che, a suo tempo, ha svolto il  profeta Giona, il quale si è dedicato ad ammonire ed avvertire i Niniviti rispetto a qual era la volontà di Dio, invitandoli a fare il passo di cambiare ciò che c’era nelle loro menti, per così prevenire i disastri che quei pensieri avrebbero prodotto.

Oggi, vogliamo fare semplicemente eco alle sue parole ed invitare ogni persona che ama una vita pulita ed ordinata, a seguire le direttrici esposte da Cristo Lisbet. Non dimentichiamo che oggi, davanti a noi, abbiamo qualcuno più grande del profeta Giona: Cristo Lisbet!